Casalesi, i mille volti del fantasma Zagaria
di Rosaria Capacchione.-
La telefonata tra Gallo e Cerasoli «Aspettiamo le altre scosse»
Due mesi dopo il terremoto, appena approvato il piano per la ricostruzione, partì l’allarme. Attenti, si denunciava, i Casalesi e la ’ndrangheta sono già qui. A luglio del 2009 arrivarono le prime due interdittive antimafia, dagli appalti furono estromesse un’impresa di Casapesenna e una calabrese. Le indagini della Dda di Napoli hanno documentato l’interferenza effettiva di imprese di camorra nelle procedure di appalto. E i collegamenti, mai interrotti, con Gaetano Cerci, cugino del boss Francesco Bidognetti, legato a Licio Gelli, nato con il business dei rifiuti e poi passato ai grandi appalti. Chi si stava muovendo era l’apparato che fa capo ai sei imprenditori arrestati ieri.






