Casalesi, i mille volti del fantasma Zagaria
di Rosaria Capacchione.-
L’ultima foto segnaletica è quella scattata l’ultima volta che fece ingresso in carcere, nell’ottobre del 1993. L’ultima foto privata, inserita nell’archivio dei carabinieri, è di due anni successiva - più o meno - e lo ritrae con una camicia a quadri e la riga dei capelli, molto scuri (tinti?), quasi invisibile. Sostanzialmente, lo stesso volto, che campeggia sui tabelloni dei ricercati negli uffici di polizia di tutt’Italia e all’ultima fila, la sesta, della scheda del ministero dell’Interno dei trenta latitanti (ne sono rimasti sedici) più pericolosi d’Italia, inseriti in rigoroso ordine alfabetico. Il suo vero volto, quello attuale, è noto a pochissime persone: i familiari più stretti, due o tre fidatissimi attendenti, gli imprenditori che lo hanno incontrato per concordare modi e quantità della tangente. E i pentiti, naturalmente. Quei pochi che hanno parlato con lui o che l’hanno incrociato quando accompagnavano i loro capi ai vertici di camorra. Per esempio, durante la stagione del terrore setoliano, l’epoca delle stragi e delle bombe. Sono stati loro, i collaboratori di giustizia di ultima generazione - come Raffaele Piccolo e Francesco Della Corte, autori del triplice omicidio del quale Nicola Schiavone è considerato il mandante - ad aiutare la polizia scientifica e la Dda di Napoli (i pm Raffaello Falcone, Marco Del Gaudio e Catello Maresca) - a disegnare, con l’aiuto del computer, l’attuale, ipotetico ritratto di Michele Zagaria, 52 anni compiuti il 21 maggio scorso,
ricercato da quasi quindici anni, condannato all’ergastolo nel processo Spartacus, capo in libertà del clan dei Casalesi. L’identikit, una progressione di immagini in numerose varianti, sarebbe abbastanza somigliante. Soprattutto quello che lo raffigura con il volto più magro. Ma il potentissimo capo del cartello casalese, la mente - assieme ai fratelli - di una strategia criminale di marca mafiosa, tutta finalizzata all’inabissamento e alla crescita finanziaria attraverso le imprese, non avrebbe affatto cambiato look. Stando alle informazioni in possesso della Dda di Napoli, il più grande dei fratelli Zagaria è seriamente ammalato. Si sarebbe aggravata, infatti, una vecchia patologia epatica, degenerata al punto da imporre cure specialistiche e assistenza ospedaliera. Una malattia contratta una ventina di anni fa e che si somma all’ernia cervicale che, negli anni passati, gli aveva fatto guadagnare il nomignolo di «capa storta», testa storta. Detenuto per detenzione di armi da guerra, Michele Zagaria nell’autunno del 1992 era stato trasferito nel reparto detenuti dell’ospedale di Caserta a causa di una sospetta epatite C. L’anno precedente, arrestato sempre per detenzione di armi - a quell’epoca non ricopriva incarichi di vertice, nel clan, ma era uno dei più pericolosi esponenti del braccio armato casalese - aveva chiesto e ottenuto il ricovero in una clinica napoletana a causa della sua vecchia ernia cervicale. La concessione degli arresti domiciliari si era trasformata, poi, nell’occasione per la fuga. Quando, l’anno successivo, gli fu diagnostica la patologia epatica, provò ugualmente a ottenere gli arresti domiciliari. Non ci riuscì. Nel 1995 Zagaria fu scarcerato, in tempo per evitare il blitz dell’operazione Spartacus. Lo stato di latitanza, che condivide con Antonio Iovine, lo ha portato al vertice del clan, leadership che si è rafforzata anche in virtù del progressivo scompaginamento della fazione che fa riferimento alla famiglia Schiavone. La malattia potrebbe indebolire non poco la sua posizione. Almeno, gli investigatori ci credono. E, in occasione dell’estate e di una sua imminente partenza per un periodo di vacanza, sapendo che potrebbe rivolgersi a cliniche e ospedali per curarsi, hanno inviato l’identikit nelle strutture sanitarie specializzate. È lì, sotto falso nome, che potrebbe essere nascosto anche in queste ore. © RIPRODUZIONE RISERVATA






Fantasma....?
Inserito da PacMan il Lun, 08/09/2010 - 09:57.Nel 2008, nel corso di una indagine sembra sia stato sentito più volte parlare al telefono, vogliamo dargli del fantasma....? Non credo lo sia...! Mi meraviglio di come si possa pensare che Michele Zagaria vada a ricoverarsi in una clinica o in un ospedale... Identikit...? Michele Zagaria una clinica se la compra e se la fa mandare dove si trova ora, con tutta l' equipe di medici dentro...