Assegnati a Libera i beni che erano gestiti da Gaetano Manna. Maruccia presente alla firma

ROSARIA CAPACCHIONE Più tre. Altri tre Comuni che dicono sì al protocollo d’intesa «Le terre di don Peppe Diana» e che aderiscono al patto con la prefettura di Caserta per la gestione dei beni confiscati alla camorra. I sindaci di Carinola, Pignataro Maggiore e Teano si sono liberati di Gaetano Manna e di Acliterra, coinvolti in un’inchiesta per una truffa sui fondi comunitari destinati ai corsi di formazione professionale, e hanno scelto di aderire alla sperimentazione della nuova legge. Entrano, di fatto, in quella sorta di circuito virtuoso che parte dal controllo delle procedure fatto dal prefetto Ezio Monaco, responsabile del procedimento, e dalla collaborazione con il commissario straordinario di governo Antonio Maruccia, per ottenere la gestione ottimale di terreni, case, aziende destinate a vita nuova. La sigla del nuovo accordo è avvenuta ieri mattina in prefettura, a Caserta, al termine della conferenza dei servizi organizzata per fare il punto su confische e riutilizzo dei beni sottratti alla criminalità organizzata. Vertice allargato, al quale hanno partecipato Maruccia, i referenti dell’agenzia del Demanio (che con l’entrata in vigore della nuova legge sulle confische lasceranno il posto alle prefetture), le cooperative impegnate nel settore, i sindaci dei tre Comuni che hanno aderito al protocollo redatto il 19 marzo scorso - data dell’anniversario della morte del sacerdote di Casal di Principe. Nel corso della conferenza di servizi è stato stabilito anche che la casa di via Pizzetti a Casapulla, confiscata a Carmine Domenico e Filippo Petruolo, legati al clan Belforte, verrà riutilizzata per fini sociali. «Oggi - ha commentato il prefetto Ezio Monaco, al termine della riunione - ci siamo concentrati sui beni confiscati che possono essere immediatamente assegnati, e abbiamo acquisito in sede di conferenza dei servizi i necessari pareri delle amministrazioni comunali. Questo ci consentirà, entro brevissimo tempo, di portare a termine queste procedure complesse». «Un altro momento di accelerazione - ha concluso - ci sarà quando verrà pubblicata la legge che ha portato modifiche all’attuale sistema relativo alle competenze in tema di beni confiscati alla mafia. La legge prevede, infatti, una maggiore competenza dei prefetti nell’ambito dell’assegnazione e, quindi, della destinazione d’uso dei beni stessi. La nostra struttura è in grado di superare tutti i problemi legati alle complesse procedure previste dalla legge». E ieri, a Difesa Casale, sono stati consegnati alla cooperativa sociale Eureka, sempre alla presenza del commissario Antonio Maruccia e degli amministratori di Agrorinasce, due terreni agricoli confiscati a Sebastiano Ferraro per la realizzazione di un centro di agricoltura sociale. Si tratta del primo bene consegnato - un pescheto - che già ha i suoi frutti e che a breve verranno raccolti.

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HET GOUD VAN DE CAMORRA