Su Facebook crescono i fan del boss Setola

17/08/2009 IL MATTINO

 

ROSARIA CAPACCHIONE L’ultimo post porta la data di ferragosto, due giorni fa. Alle 10.45 Rosella Balestra commenta il gruppo con un link, quello di Officina Volturno. Più giù, propone agli utenti di Facebook di segnalare e denunciare alla polizia postale l’amministratore e quanti hanno esplicitamente aderito, arrivando anche a minacciarla. Novantotto gli iscritti alla pagina di sostegno a Giuseppe Setola, l’esecutore della stretegia stragista del clan dei Casalesi arrestato il 14 gennaio. Il capo dei fan dice di chiamarsi Raffaele Lucarelli e dedica il gruppo a «tutti coloro che stanno con la camorra». Lo ha aperto alle 21 dello stesso giorno del blitz dei carabinieri a Mignano Montelungo, e il primo commento è di un tale Donato Lucarelli: «Auguri di una presta libertà». Seguendo incitamenti razzisti, elogi al killer, l’esplicita adesione al suo progetto criminale. Va avanti così per due pagine, una delle quali recentissima. Ad aprirla, il commento-denuncia di Rosella, che riferisce delle minacce arrivatele nella posta privata: «Non mi fai paura né te né nessun altro.... e poi STAI ATTENTA». Commento inviato il 9 agosto 2008, quando Tommaso Morlando, responsabile regionale dell’Italia dei Valori e fondatore di Officina Volturno, aveva pubblicamente denunciato l’esistenza del gruppo. Una settimana dopo, il gruppo è ancora attivo e l’amministratore non è stato ancora bloccato dai responsabili del social network. Nonostante le denunce pubblicate nello spazio riservato ai commenti e quelle inviate al sito della polizia postale. I militari dell’esercito sono al lavoro, il «modello Caserta» ha portato una flessione dei reati di strada, ma lo spirito camorrista diffuso dal clan dei Casalesi è ancora là, integro, a voler dimostrare l’adesione «etica» al progetto di Schiavone, Zagaria e Iovine, che è progetto eversivo. I gruppi dedicati al braccio armato del clan sono una decina. In «quelli che quando hanno arrestato Giuseppe Setola sono rimasti delusi, ha un fondatore che dice di chiamarsi Maurizio Filoso: 23 iscritti, un solo commento. Emblematico: «M’aspettav ca durava chiu assai». Le provocazioni arrivano quesi tutte dal gruppo segnalato da Tommaso Morlando. Eccone qualche esempio: «Beppe Setola, non preoccuparti non hanno vinto loro»; «Qui facciamo sul serio e se non sei d’accordo sei pregato di uscire da questo gruppo»; «Presto libertà, per la famiglia». Un tal Conte riassume per tutti: «Fatelo uscire!!!!». E che dire di

tale Lorella Bianchi, che ieri pomeriggio ha preso la parola? «Almeno lui stava facendo qualcosa. Spero ci sia qlcn che segua la sua orma.... doveva sterminare altri mille neri». «Nonostante le numerose segnalazioni fatte pervenire al gestore Facebook nelle ultime settimane, il gruppo non è stato rimosso» aveva denunciato Tommaso Morlando otto giorni fa. «Siamo di fronte a un’ingiustizia, un pericolo e una vergogna e pertanto chiedo l’immediata cancellazione del gruppo e l’eventuale sanzione per il fondatore». Un «modello Caserta» efficiente vedrebbe molto bene anche la sanzione a chi si è iscritto al gruppo, manifestando la sua simpatia per le azioni di sangue di Setola e dei suoi uomini. Ma al momento i fan club aumentano, i commenti deliranti pure, e nessuno interviene.

Nat

                                            

HET GOUD VAN DE CAMORRA