Anonimo scrive:

Domanda:

Nella lotta alle mafie, il tema culturale viene sempre messo sullo sfondo (o trattato in maniera grossolana), intendo la cultura come veicolo di valori e pratiche sociali. Ad esempio raramente si associa la cultura pacifista e nonviolenta come elemento da diffondere come contributo alla lotta contro le mafie. Idem per la cultura ecologista che implica un atteggiamento verso i territori e le risorse che sono agli antipodi di quelli mafiosi. Quindi ti chiedo se oltre al tema di lotta e repressione, intendi fortemente parlare anche di questi aspetti che certamente hanno tempi più lunghi di realizzazione ma anche più profondi negli effetti. Insomma puoi cercare di sfuggire all'inevitabile rischio del professionismo antimafia che rimane incollato alla cultura statalista e legalista e che si muove al limite del pensiero conformista? Auguri
 

RISPOSTA

Senza cultura, cioè senza conoscenza, dubito che possa esserci reale libertà: del pensiero, prima ancora delle azioni. E sono convinta da anni del valore sovversivo della cultura. La penso come te, la pura repressione è inutile, in alcuni casi addirittura criminogena. Per sottrarre il cemento alla criminalità organizzata, tanto per fare un esempio, pensavo alla promozione su larga scala delle più economiche e biocompatibili costruzioni in legno, assai diffuse nei paesi che hanno una matura cultura del territorio e dell'ambiente.
 

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Nat

                                            

HET GOUD VAN DE CAMORRA