Capacchione: "L'anticamorra non è una moda"

Caserta. Intervista per Positanonews, la testata online della Costiera Amalfitana e Penisola Sorrentina e Campania, a Rosaria Capacchione.
La scorta in campagna elettorale non la frena. Rosaria Capacchione, candidata alle elezioni europee al numero due della circoscrizione Sud nelle fila del Pd, macina chilometri, incontra gente, stringe mani. E dibatte di legalità e di lotta alla camorra, temi ai quali ha dedicato quasi 30 anni di giornalismo d´inchiesta sulle colonne de ‘Il Mattino´. Articoli precisi, circostanziati, sugli affari illeciti della criminalità organizzata. Articoli che hanno dato fastidio ai clan, che sono arrivati a minacciarla. Da allora, una vita sotto la protezione, discreta ma vigile, degli agenti di pubblica sicurezza. Nei prossimi giorni la Capacchione sarà in penisola sorrentina per alcune iniziative elettorali.
Capacchione, perché si è candidata?
“Queste elezioni sono anche un test sulle nostre terre e su di me. Voglio capire a quanta gente interessano veramente certe tematiche. Voglio capire se vale la pena andare avanti”.
Perché nel Pd?
“E´ un´area politica in cui mi riconosco. E poi il Pd crede nelle tematiche per le quali mi sono battuta e mi batto. Offrendomi il numero due della lista, hanno dato un segnale importante all´elettorato”.
Ha la tessera del Pd?
“L´unica tessera che ho è quella dell´Ordine dei giornalisti. Non sono mai stata iscritta a un partito, non lo sono neanche adesso. E non sono certo una candidata di apparato. Sono una giornalista che vuole portare a Strasburgo il suo impegno e che ha incontrato nel Pd persone che credono in un progetto di legalità e trasparenza, offrendomi questa opportunità”.
Cosa intende fare a Strasburgo?
“Vorrei rendere più accessibili le conoscenze per accedere ai finanziamenti europei. Troppi intermediari, poca trasparenza, hanno reso possibile utilizzi inefficaci dei fondi, per non dire distorti… Quelle risorse dovevano servire a creare sviluppo e lavoro, e invece qualche volta sono servite ad altro. Potrei mettere a frutto le cose che ho scoperto nel corso del mio lavoro di giornalista”.
Pensa che la sua candidatura riavvicinerà al voto gente delusa dalla politica?
“Me lo auguro, ed è questo uno dei miei principali obiettivi. Peraltro, io stessa negli ultimi anni non ho votato. Ho preferito astenermi perché vedevo candidate persone che non mi piacevano nelle aree politiche che avrei voluto votare”.
Il pericolo dell´inquinamento camorristico del voto è concreto?
“La questione esiste. E non migliora abrogando le preferenze. Le nomine compiute con le liste bloccate decise dalle segreterie possono far crescere il prezzo dei pacchetti di consenso. Vedo un gran dibattere di decaloghi anticamorra. Ma temo che molti agiscano così perché pare che l´argomento sia diventato di moda. E´ un peccato, ho sempre pensato che si trattasse di una cosa seria”.
Anche le donne in politica sono di moda.
“Il Pd però candida professioniste e amministratrici di valore. Mi pare che nel Pdl hanno preferito e continuano a preferire altri fattori…”.
Lei riuscirà a conciliare i suoi impegni di eurodeputata con la sua vita privata?
“Non sono sposata, non ho figli. Ma ho una famiglia splendida: mia madre, i miei fratelli, i miei nipoti. Mi sono sempre stati vicini, tutti, senza mai chiedermi di smettere il lavoro che faccio, neanche quando sono stata minacciata. Mi diranno di andare avanti anche stavolta”.
Perché ha la scorta?
“Due imputati del processo Spartacus, Francesco Bidognetti e Antonio Iovine, nel corso di un´udienza, attraverso i loro avvocati, mi hanno accusata di influenzare la Corte d´Appello coi miei articoli. Nel linguaggio camorristico, è una minaccia pesante. I due boss dei casalesi hanno voluto in qualche modo dire ai loro scagnozzi in libertà: “Togliete di mezzo quella lì altrimenti vi farà condannare”. Del resto, già nel 1996 un pentito rivelò che c´era un piano per “sopprimermi”. Ha usato proprio questa parola. Forse perché “uccidere” mi avrebbe fatto meno effetto. I casalesi non scherzano, e purtroppo non ce l´hanno solo con me. Ce l´hanno con Roberto Saviano, con il magistrato Raffaele Cantone, che ha sequestrato ai clan beni per milioni di euro: anche loro, come è noto, vivono sotto scorta”.
A proposito: come si fa campagna elettorale sotto scorta?
“Esattamente nel modo in cui si fa senza scorta: incontrando persone per cercare di convincerle della bontà della tua proposta. In effetti non è semplicissimo girare coi miei angeli custodi. Per fortuna la campagna dura poco”.

Nat

                                            

HET GOUD VAN DE CAMORRA