Festival Culture Giovani
Rosaria Capacchione
Rosaria Capacchione è una giornalista coraggiosa. Tenace e verace. Nata a Napoli, vive da sempre a Caserta, dove lavora come cronista giudiziaria al quotidiano Il Mattino. Nel 1991 pubblica un articolo che mette in causa Sandoka
n, il boss dei Casalesi. Nel marzo del 2008, durante il processo Spartacus è stata minacciata di morte insieme a Roberto Saviano e al magistrato Raffaele Cantone; da allora vive sotto scorta.
Da poco è uscito “L’oro della camorra”, il suo originale libro che descrive il nuovo volto della criminalità organizzata a partire dal guardaroba dei boss. Rosaria Capacchione, che non ama i riflettori ed il giornalismo di opinione, si definisce una giornalista che, semplicemente, fa il suo lavoro attenendosi ai fatti, verificati personalmente non fidandosi delle anse, e rettificando se commette un errore. “Sto cercando di raccontare la verità della storia - spiega - E’ quella verità che può cambiare le cose e le persone, non io”. Le indagini della giornalista, dalla provincia casertana - “una zona di guerra, dove un giornalista che si è fatto le ossa qui, può lavorare ovunque” - si sono spinte fino al “cinico nord”, al “ricco nord”, dove la camorra non spara ma fa i suoi investimenti e perciò viene tollerata, anche dalla stampa locale che se ne disinteressa.





