Ddl intercettazioni, la Camera approva la fiducia
Dura la polemica col governo dell’Associazione nazionale magistrati: siamo di fronte alla “morte della giustizia penale” in Italia. Il provvedimento passa all'esame del Senato. Pd: "Regalo a Gomorra". Scontro sull'uso delle riprese video

Con 325 voti a favore, 246 contrari e due astenuti, il 10 giugno la Camera ha approvato la fiducia al governo sul disegno di legge per limitare le intercettazioni. Il provvedimento, che dopo l'approvazione definitiva dell'Aula in programma per giovedì 11 giugno, deve passare all’esame del Senato,
limita le prerogative dei pubblici ministeri nell’autorizzare le intercettazioni
, consentendolo solo in caso di “evidenti indizi di colpevolezza” e solo se saranno “assolutamente indispensabili”. Nelle indagini di mafia e terrorismo si potrà procedere in presenza di indizi “sufficienti”. Le intercettazioni non potranno essere pubblicate neppure in forma parziale finché le indagini preliminari non saranno concluse. Torna il carcere (o la sanzione pecuniaria) per i giornalisti che violano il divieto.
Dura la polemica col governo dell’Associazione nazionale magistrati, secondo la quale siamo di fronte alla “
morte della giustizia penale
” in Italia. Il sindacato dei magistrati denuncia “la gravità delle conseguenze che deriveranno dalle novità legislative in materia di processo penale e intercettazioni”: in un momento in cui “la sicurezza dei cittadini è sovente evocata come priorità del Paese – sottolinea l’Anm - lascia sgomenti il fatto che il Parlamento stia per effettuare scelte che rappresentano un oggettivo favore ai peggiori delinquenti”.
L’opposizione parlamentare, in un appello congiunto inviato da Pd, Udc e Idv al Capo dello stato Giorgio Napolitano, ha criticato l’ennesimo ricorso al voto di fiducia deciso dal governo
Per la Cgil il ddl “contiene norme che limiteranno in maniera drastica la possibilità per le forze dell’ordine e la magistratura di utilizzare le intercettazioni come strumento d’indagine e rappresenta un vero e proprio
regalo alle mafie e all’illegalità
”. Lo afferma Vera
Lamonica
, segretaria confederale Cgil. “La tanto decantata politica sulla sicurezza – aggiunge la dirigente sindacale - ha prodotto finora solo norme persecutorie contro gli immigrati e forme di privatizzazione della sicurezza inefficaci e pericolose come le ronde. Ora, con questo disegno di legge si dà un gravissimo colpo all’attività di indagine nei confronti di tutte le forme di criminalità, a partire da quelle contro mafia ‘ndrangheta e camorra, che non sono affatto escluse dalle limitazioni poiché tali reati non sono sempre immediatamente riconoscibili e ad essi si giunge il più delle volte attraverso indagini su reati minori”. “D’ora in poi - prosegue Lamonica - sarà molto più difficile perseguire reati come l’usura, le estorsioni, le truffe, la corruzione e quelli legati in genere alla criminalità economica, nonché i delitti contro l’ambiente e tante fattispecie contro la persona. Un regalo alle mafie ed all’illegalità dal momento che le intercettazioni sono uno strumento che serve a creare la prova e diventano molto meno efficaci se possono sopraggiungere solo in presenza di gravi indizi di colpevolezza”. Inoltre, conclude la segretaria della Cgil: “sebbene sia giusto tutelare il diritto alla privacy ed evitare abusi, non si può limitare la libertà di informazione ed il diritto dei cittadini ad essere informati, essendo questo un carattere costitutivo della democrazia che oggi, con il bavaglio che si vuol mettere alla stampa, rischia di venire fortemente colpito”.
“Il governo fa un regalo a Gomorra”, afferma in un comunicato Ermete
Realacci
del Partito Democratico.“Impedendo al Parlamento di fare il suo lavoro e di migliorare il testo del decreto - continua Realacci - si indebolisce l'azione di contrasto nei confronti dei reati delle ecomafie, come il traffico di rifiuti, le scommesse clandestine sugli animali, gli incendi dolosi. Senza lo strumento delle intercettazioni le forze dell'ordine non avrebbero potuto condurre a buon fine operazioni determinanti che hanno accerchiato giri di affari milionari. Parliamo di crimini odiosi che avvelenano l'aria, contaminano le falde acquifere, minacciano la salute dei cittadini”.
“Confido che dopo questo primo passaggio che è anche un atto politico, cioè dire basta agli abusi, agli eccessi, alla pubblicazione di atti che offendono la dignità delle persone, forse poi nella fase del Senato qualche ritocco sarà possibile farlo proprio tenendo conto delle osservazioni del procuratore nazionale antimafia Grasso”. Lo ha detto a Radio Radicale il deputato del Pdl Gaetano
Pecorella
, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
Polemica sulle videocamere: per il Pd saranno inutilizzabili
Polemica sull’uso delle videocamere. Replicando al capogruppo della Lega, Cota, il responsabile Giustizia del Pd, Lanfranco Tenaglia, ha affermato: “Lui e il suo gruppo si accingono a votare la fiducia su un testo che equipara le video riprese alle intercettazioni telefoniche e quindi le rende inutilizzabili se non autorizzate preventivamente dal giudice”. Per l’opposizione c’è un contrasto tra le norme caldeggiate dalla Lega sulla sicurezza e quelle introdotte nel ddl. “Non è vero – risponde il ministro dell’Interno, Roberto Maroni -, abbiamo verificato bene. (...) Nella legge si parla di intercettazioni preventive delle riprese, ma non di utilizzo di esse”.





