Franceschini: «Sfidiamo Berlusconi sulla serietà delle proposte»

Reggio Calabria.- Chiude la sua campagna elettorale il leader nazionale pd Dario Franceschini, attorniato da "big" piddini calabresi (da Marco Minniti ad Agazio Loiero) e da eurocandidati come la cronista anticamorra Rosaria Capacchione (sotto gli occhi del vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia Luigi De Sena, ex Superprefetto di Reggio eletto al Senato in Calabria) e i "calabresi doc" Mario Pirillo e Liliana Frascà (entrambi assessori di Loiero).

In diretta su YouDem, di fronte a una folla consistente ma non oceanica, il segretario dei Democratici rivela d'aver trovato sul suo percorso tante persone "piene d'energia positiva" e desiderose d'uscire dalla crisi, ma prive d'interlocutori di Governo credibili. «Qui contro la crisi economica è stato stanziato un decimo della media degli stanziamenti europei, lo dice il Fondo monetario internazionale. Questa è stata l'unica Destra europea a sottovalutare una fase recessiva che, mi spiace per Berlusconi, ma non è un "problema psicologico": vada a dirlo a chi ha appena perso il lavoro», è la "frustata" di Franceschini. L'alto dirigente piddino lamenta una forte sottovalutazione delle istanze delle fasce deboli: «Sono finiti così nel dimenticatoio i 5 miliardi di euro con cui il centrosinistra voleva sostenere redditi e pensioni»

Il leader piddino ricorda poi le proposte operate in Parlamento: assegno di disoccupazione, sostegno a pmi e artigiani, dimezzamento dell'acconto sulle imposte, assegnazione ai più poveri del 2% del Pil, stage remunerati per 100mila giovani del Sud più un anno di sgravi contributivi per le imprese in caso d'assunzione. Dario Franceschini, al contempo, non ha dimenticato di citare la ritenuta spoliazione del Sud di 20 miliardi di euro del Fas (Fondo aree sottoutilizzate).

Accorato l'appello del segretario a votare ("pena «avvantaggiare il Pdl"), e a votare Pd alle Europee e alle Amministrative: "Ne va del futuro e della qualità della nostra democrazia: svegliarsi l'8 giugno con un'Italia finita sotto un padrone unico non giova a nessuno. Un Pd "forte" è l'unico argine allo strapotere di Silvio Berlusconi, che pur di stravincere ha infarcito le liste d'incompatibili. Non avremmo il coraggio di sfidare il premier? Noi vogliamo sfidarlo sulla serietà della proposta, non sull'imbroglio".

Nat

                                            

HET GOUD VAN DE CAMORRA