Rifiuti/ Arrestato dal Noe esponente di spicco clan Belforte
Giovedi, 15 Ottobre 2009 - 11:38 I carabinieri per la tuteladell'ambiente hanno arrestato Pasquale Di Giovanni, 52enne,inserito nell'elenco dei cento latitanti piu' pericolosi che siera sottratto alla cattura, il 28 maggio scorso, durantel'esecuzione dei provvedimenti relativi all'operazione'Giudizio finale', coordinata dai magistrati della Dda diNapoli. L'inchiesta aveva colpito il clan capeggiato dal bossSalvatore Belforte, operante nel territorio di Marcianise, nelcasertano, e dei centri limitrofi sottratti al controllo delclan dei Casalesi e di altri esponenti di spicco del gruppocriminale, tutti titolari di attivita' imprenditoriali. Standoalle indagini, il clan Belforte-Mazzacane di Marcianise operavanel settore della gestione dei rifiuti con modalita' illeciteattraverso la societa' Sem - il cui titolare era GiuseppeButtone - direttamente controllata dai Belforte tramite DiGiovanni. I reati contestati dai magistrati sono: associazioneper delinquere di stampo mafioso, traffico organizzato illecitodi rifiuti e truffa aggravata. E' la prima volta che vieneprovata giudiziariamente - si legge in un comunicato deicarabinieri - la gestione diretta da parte della camorra disocieta' operanti nel settore dei rifiuti per mezzo delle qualisi riciclavano capitali del clan. Di Giovanni e' considerato il promotore e organizzatoredell'associazione a delinquere nei settori del trafficoillecito, dei rifiuti e nel settore del riciclaggio delreimpiego di capitali di illecita provenienza, nonche'partecipe nel settore delle estorsioni. La Sem, secondo gli inquirenti, aveva la capacita distringere alleanze con analoghe societa', riferibili ad altrigruppi camorristici, operanti nel settore dei rifiuti,riuscendo ad ottenere appalti pubblici - in danno dell'entepubblico - grazie alla compiacenza di pubblici funzionariseppure in assenza delle necessarie iscrizioni, come nel casodegli appalti aggiudicati per le bonifiche di alvei di corsid'acqua in Campania. L'organizzazione criminale era riuscita ad acquisiredisponibilita' finanziarie che ha poi reimpiegato, tramitesocieta' intestate a presta nomi, nel medesimo settoreimprenditoriale e nelle acquisizioni immobiliari. Gli indagati,stando alle indagini del Noe, hanno operato per lungo tempoindisturbati avendo la possibilita' di realizzare un imperoimprenditoriale e di creare una cortina di legalita' tesa acelare gli investimenti illeciti.





