Un festival nelle terre dei boss
di Giovanni Chianelli
Caserta: tre giorni di spettacoli nelle fattorie confiscate alla camorra
C'è qualcuno che vuole fare la festa alla criminalità organizzata. Ieri è stato presentato alla Camera dei Deputati il secondo "Festival dei beni confiscati alla Camorra", dal 19 al 21 giugno in vari paesi della provincia di Caserta. Per meglio dire, nelle terre che una volta erano dei boss: «Quelle che erano le colonie camorristiche diverranno le "Terre di Don Peppe Diana". Sostituiamo la violenza con una cultura basata sul lavoro», dice Pietro Nardiello, tra gli ideatori. Ingrediente principale, l'assenza di politici: l'iniziativa è voluta da Libera Caserta in collaborazione con diverse associazioni del territorio che lavorano per la legalità, come il Comitato Don Peppe Diana e la Fondazione per il Sud. Una sfida e molti progetti. I momenti principali del festival si tengono nelle fattorie di Castel Volturno, che fu di Michele Zaza, e Cancello Arnone (ex proprietà di Alfonso Diana) che da qui a qualche mese ospiteranno la prima cooperativa campana di "Libera Terra" che produrrà «la mozzarella giusta».
Una tregiorni di spettacoli, concerti e seminari nei terreni dell'agro, anticipati da un prefestival dal 13 al 18 dedicato ai giovani. Molti artisti coinvolti nell'operazione: venerdì 19 alle 20.30 a Castel Volturno, nella tenuta Centore, c'è il concerto degli ?A 67; il gruppo di Scampia presenta il video girato proprio presso l'ex masseria Zaza di Castel Volturno, una cover di "Io non mi sento italiano" di Gaber. Peppe Barra si esibisce nella prima tappa campana del nuovo tour "N'attimo", sabato alle 20 nella Comunità di Sessa Aurunca di via Provinciale 124; al Teatro della Legalità di Casal di Principe, domenica alle 20.30, c'è l'anteprima regionale dell'orazione civile per don Peppe Diana dell'attore lombardo Giulio Cavalli, in questi giorni in scena con il testo scritto da Dario Fo "L'Apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe", al Teatro Festival di Napoli. Cavalli vive sotto scorta per il suo lavoro di critica contro la criminalità organizzata: «Questa serata avrà il sapore di un duello. Recitare nei vecchi territori dei boss per disonorarli come per anni hanno fatto loro con queste terre», dice.
Come proposte emergenti, un concerto dei "Kalifoo Ground System", gruppo di immigrati di Castel Volturno, e la sfida di Carlo Faiello "Tammorra vs Camorra". Tra i momenti di lavoro più interessanti c'è la pulitura e semina dei terreni confiscati, che apre il Festival alle 9.30 del 19, a Cancello Arnone, in località Gaudelle. Molti convegni: "La Domiziana, come saremo", "Economia libera dalle mafie", "Beni confiscati e informazione". Inoltre, c'è la mostra fotografica "Finis Terrae" di Luigi Caterino, con foto inedite.





