Il Sig. Cafagna scrive:
in vista dell’appuntamento elettorale europeo avrei bisogno di alcuni chiarimenti al fine di risolvere le ultime incertezze e definire la scelta finale.
Vi sono alcuni stati membri dell’UE che ancora prevedono l’obbligatorietà dell’assistenza di un avvocato nei processi civili; l’Italia appare essere l’estremo difensore di tale posizione a fronte, dall’altro canto, di una maggiore domanda di giustizia da parte degli italiani principalmente dovuta all’ingiustizia esistente sul territorio italiano.
Secondo la Corte di Strasburgo la possibilità di comparire in giudizio di persona nei processi civili, anche avanti le alte corti e anche in assenza di assistenza legale, soddisfa i requisiti dell’art. 6, paragrafo 1, della
L. 848/55; la nomina di un avvocato, inoltre, non assicura l’assistenza legale effettiva (Airey c. Irlanda, § 26; Artico c. Italia, §33 e 36). In ogni caso, se l’assistenza di un avvocato viene resa obbligatoria dall’ordinamento nazionale, lo stato è tenuto a fornire detta assistenza
alle parti (Airey c. Irlanda, ricorso n. 6289/73, § 26; Aerts c. Belgio, ricorso n. 25357/94, § 60).
L’art. 6, paragrafo 1, della L. 848/55 va poi considerato insieme all’art. 6, paragrafo 1, del Trattato dell’Unione Europea (“L'Unione si fonda sui principi di...rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali..., principi che sono comuni agli Stati membri”); la Corte di
Giustizia ha precisato che l’art. 6, paragrafo 1, del Trattato è direttamente applicabile alla legislazione interna: C 26-62 Van Gend en Loos.
Si comprende dunque come l’art. 82 del codice di procedura civile italiano, che obbliga le parti ad essere rappresentate da un avvocato, sia in contrasto con il diritto ad accedere alla giustizia.
Lo stesso dicasi per il processo penale dove, in genere, solo il pubblico ministero è autorizzato ad avviare o chiedere l’archiviazione dell’azione penale; la parte offesa può solo stare a guardare nella speranza che il
processo si avvii.
Gradiremmo conoscere la Sua posizione in merito, se e quali interventi intende proporre al Parlamento Europeo qualora venisse eletto e con quale
priorità rispetto alle altre questioni inserite nel Suo programma.
Cordiali saluti Giuseppe Cafagna
Gentile signor Cafagna,
se sarò eletta al parlamento europeo, il mio impegno non potrà che essere massimo nella direzione di spingere gli stati ad adeguarsi alle normative dell'unione e alle determinazioni della corte di giustizia ue.
Proprio i temi della giustizia, in considerazione anche della mia lunga esperienza professionale, saranno al centro della mia azione e in questo senso non mi limiterò ad occuparmi delle norme chefavoriscano il contrasto alla crinalità organizzata, ma lavorerò affinché i tutti gli stati, Italia in primis, tutti, e sottolineo tutti, i cittadini possano avere una giustizia più efficiente, uniforme e in linea con i principi tracciati dall'europa, una giustizia più giusta.
La ringrazio molto per avermi contattato e per avermi dato la possibilità di chiarire la mia posizione sui temi che le stanno a cuore.
Sperando di poter contare sul suo supporto, la saluto crdialmente
Rosaria Capacchione
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